17 Ottobre 2019

la storia
percorso: Home
Il primo riferimento risale ad un certificato azionario ancora in possesso dei soci datato 1 Novembre 1948. é evidente che il circolo esisteva già prima di questa data, anzi è motivo di orgoglio per noi affermare che esiste memoria storica di un Club Ulivieri già alla fine del 1700

Il giansenismo «La stanza».

Per dimostrare quanto asserito è necessario richiamare qualche pagina di storia, altrimenti correremmo il rischio di fare solo affermazioni di comodo. . La nostra storia di cronaca montevarchina parte dal 1790 e si fonda su documenti autentici dell' epoca , che Antonio Galassi , già socio del Club , ripescò da una baraonda di carte dell' archivio del Vicariato di S. Giovanni Valdarno.
I fatti sono desunti da un procedimento criminale terminato il 7 marzo 1794 con dichiarazione di non luogo a procedere. In questo periodo il gran Duca Leopoldo Primo fece sopprimere molte "compagnie religiose " che , spesso , davano luogo a disordini .
A Montevarchi sparì la " Compagnia della Notte ".
Proposto di Collegiata era Prospero Conti , uomo colto e insigne per molte sue virtù . Si ricorda anche per un suo scritto sulla Reliquia della Madonna dell Vero Latte , ove tolse tutti quegli aloni di leggenda che si erano accumulati nei secoli presso la popolazione dei credenti.
Nell' Agosto del 1790 passò da Montevarchi il vescovo Ricci di Pistoia , seguace di Giansenio e favorevole alle soppressioni delle compagnie. Si fermò dal Conti e da allora si parlò di Giansenismo in Paese.
Nacque una scissione tra i preti del paese in "giansenisti" e "molinisti" e "si principiò a fare il chiasso " . • Pertanto , alla fine del 1700 , la popolazione ed il clero di Montevarchi erano divisi. in due fazioni che si combattevano aspramente a suon di legnate, sassate, denunce e processi.
L'odio reciproco era feroce, nonostante che la quasi totalità dei contendenti sapessero ben poco su Giansenio ed i suoi oppositori.
Brevemente ricordo che le QUe opposte tesi teologali interpretavano in maniera diversa i sacri testi in fatto di Grazia e di Libero Arbitrio.
Le idee di Giansenio, giudicate eretiche dai Gesuiti, erano state sconfitte ma con la Rivoluzione francese erano ritornate in auge .
Per il popolo e per la maggior parte del clero, giansenista era sinonimo di eretico, giacobino, sovvertitore. Un decennio più tardi, al tempo dell' occupazione napoleonica, i giansenisti furono tacciati di collaborazionismo con I' invasore francese.
Le prime" radici" delle future Stanze Ulivieri sono contenute in questa pagina dello storico Montevarchino Alfredo Galassi.

«Nell'oratorio del Gesù insegnavano la dottrina cristiana i canonici Pratesi e Moneschi e volevano che si dicesse O Padre nostro che SIETE nei ciell invece di SEI nei cieli come si era detto fino ad allora (secondo la vecchia dottrina dei Bellarmino),
Anche per questo nacquero dei tumulti. 'Una sera un certo Antonio Laldi entrò in chiesa con degli amici e cominciò a schiamazzare, sentito come insegnavano il Padre Nostro ai figli e se li porto via…...
Anche in piazza i due preti furono fischiati e dovettero rifugiarsi in Collegiata per sfuggire alle ire degli avversari....
I cosiddetti giansenisti e specialmente i Del Nobolo,il canonico Guardiani, il dr. Bazzani (medico), il canonico Magiotti ed altri si adunavano dal signor Giovanni Ulivieri - ecco l'atto di nascita delle Stanze, siamo nel 1790 - ove il Magiotti teneva una stanza chiusa, il che faceva dubitare che parlassero di giansenismo, di nuove dottrine e che macchinassero contro . chi - non condivideva le loro opinioni
Del resto in casa Ulivieri convenivano per conversare anche molte signore del paese in eleganti toelétte, cosa questa che dava al popolo motivo di mormorare sul conto di .detti canonici»


E così, da questi conversari tra eleganti damine in costumi settecenteschi, galanti abatini, ed eleganti cavalieri, nacquero le Stanze, convegno di una borghesia progressista ed illuminista.
Per questa loro collocazione politica, probabilmente. non ebbero vita facile. Seguirono altre manifestazioni faziose, durante la restaurazione e fino al 1848.
L'attività del club, in questi anni passò in sordina: nato come covo di giansenisti, bollato poi, di collaborazionismo ed infine convegno di liberali, il circolo sopravvisse ai limiti della clandestinità, tra il sospetto e l'ostilità delle autorità.
Nel 1848 esplosero gli ideali risorgimentali e liberali: i sovrani del tempo elargirono le costituzioni ai loro sudditi, ed anche «l'Ulivieri» uscì dalla clandestinità e si diede il suo Statuto.
Nel 1865 si costituì in «Società delle Stanze Ulivieri».

LA FAMIGLIA ULIVIERI
La famiglia Ulivieri fiorì fra il •soo ed il 700. Fu resa illustre particolarmente da uno dei suoi discendenti, il dr. Antonio Ulivieri, nato a Montevarchi e morto a Pisa nel 1744.
Egli si laureò in legge a Pisa, giovanissimo. Fu professore ordinario di istituzioni civili e diritto civile e poi rettore del collegio "Ferdinando". Infine fu nominato protonotaio apostolico. Dotato di grande ingegno e di notevole memoria, esercitò con alta professionalità l'avvocatura e i guadagni non mancarono.
Non meravigli quindi, se poté far erigere, tra l'altro, una casa ampia e nobile in Montevarchi, ove trascorse il tempo libero e le vacanze estive ed autunnali. Qui accolse amici e persone di riguardo che continuamente venivano a trovarlo e che da lui ricevettero conveniente ospitalità. Probabilmente il palazzo Ulivieri fu costruito nel 1730, la famiglia si estinse nella prima metà dell' 800 e forse emigrò a Firenze.
Ma la casa Ulivieri restò sempre la stessa ed i nuovi proprietari continuarono a dedicarla ad amichevoli ricevimenti e a riunioni ricreative.
La sua ubicazione era in Via Roma e la società di Montevarchi vi costituì, come già 'detto, la.. «Soc. delle Stanze Ulivieri» e il popolo vi aggiunse,_ con ammirata soggezione, la qualifica di «Stanze dei signori». (Era il 1865).
E' significativo il fatto che, più tardi, si costituì una «Società degli Artigiani», con lo stesso scopo del divertimento, ma con più modeste pretese.
Le Stanze condussero nel tempo una vita più o meno florida, sempre resistendo nella sua dimora, finché nel 1908, i nuovi proprietari della casa disdettarono la società e questa decise di crearsi una sede propria. La decisione fu lodevole ed audace: gli amministratori di allora, con saggi accorgimenti ma con scarso capitale raccolto per azioni tra i soci, costituirono la «Soc. Anonima Cooperativa delle Stanze Ricreative già Ulivieri» ed iniziarono ad erigere I' attuale sede nel vecchio giuoco del pallone.
La costruzione fu ultimata nel 1911. Il fabbricato risultò elegante ed efficiente e suscitò molte invidie, fino alla minaccia d'occupazione violenta, ma i soci seppero resistere ad ogni sopraffazione e la società proseguì il suo cammino, superando anche i gravi danni della guerra e divenendo ormai ente giuridico.

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]